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Un nome
e un aggettivo per cucirci addosso la nostra stessa
pelle: “cantastorie sbandati”.
Questo
è quel che è uscito dalle teste di qualcuno di noi
in un pomeriggio disoccupato, passato con la pancia
verso il soffitto. Non è piaciuto subito a tutti e
può sembrare adolescenziale ma noi ne siamo
coscienti e non rinneghiamo il fanciullino
pascoliano che ci accompagna anche nelle imprese più
serie. Si lo so, che siete già lì che scorrete i
programmi della Scala...
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Arrembanti e funambolici istrioni della tenerezza e
giocolieri del paradosso arrivano su di un
furgoncino malconcio e tutto colorato: dilagano in
ogni piazza, schiumano per le strade, dove possono,
conquistano angoli e sorrisi, lacrime e abbracci.
Quest’avventura che abbiamo intrapreso ci ha
letteralmente regalato una seconda nascita, siamo
nati tutti di nuovo. Da qualche bel po’ di mesi
ormai abbiamo un’altra anima che ci portiamo dentro
e che coccoliamo. Quando...
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…è nato
nelle nostre menti da subito, da appena ci siamo
uniti ed insieme abbiamo iniziato l’avventura del
gruppo…ci serviva qualcosa che varcasse le umide
pareti della canonica nella quale abbiamo mosso i
primi passi, qualcosa che facesse sentire le nostre
voci anche al di fuori, che amplificasse come un
megafono i nostri pensieri e le nostre idee fino
alle orecchie, o meglio agli occhi, di chi, di
quelle mura e di quel nome (nonsologello), ignorava
magari anche l’esistenza…
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Indubbiamente
per il sacro fuoco dell'aggregazione e del divertimento.
Altrettanto indubbiamente, per rendere utili le ore passate
insieme. Ogni attività realizza un proprio incasso (piccolo
o grande che sia): una parte viene destinata al mero
autofinanziamento del gruppo, l'altra invece viene gettata
nei progetti che sosteniamo/sosterremo: adozione a distanza
in India, iniziative legate alla casa di riposo di Navacchio,
alla fondazione "Stella Maris" di Montalto, ed alla Caritas. |